Inauguriamo una nuova sezione del blog, quella dei Guest Post, con una raffinata riflessione di Lavinia Pucci sui tempi veloci della rete e sulla necessità di trovare un ritmo più lento, uno spazio per il pensiero, fuori dal flusso ininterrotto di informazioni. Buona lettura!
“In un mondo di esperienze incessanti di competizione, confronto, conflitto, coltivare uno spazio per l’esperienza dell’armonia e per il senso dell’utopia resta una chiara fonte di sanità. In un mondo che chiede di vivere in tempo reale, la realtà resta composta anche dai tempi più lunghi, dalla durata della nostra vita, dalla durata dell’umanità. E oltre.” [Luca De Biase]
Vivere la Rete come nodi interconnessi ci ha condotto all’esperienza della mente ipertestuale, dove gli elementi sparsi delle proprie riflessioni interiori acquisiscono nuovi significati, trasformandosi in rappresentazioni esterne condivisibili (quello che penso lo scrivo, e lo condivido immediatamente con gli altri). Saperi e informazioni sono immessi nel circuito per essere progressivamente elaborati in un ciclo continuo di conoscenze.
La possibilità di essere sempre connessi alla Rete riempie frammenti di tempo in un grado di assorbimento e di attenzione potenzialmente elevato. Notizie in tempo reale ci rendono fruitori immediati, sempre un passo avanti nell’informazione, e questo attiva quell’euforica necessità di condividere ogni cosa, sviluppando chat e discussioni, scambiando pareri che allungano i tempi di esposizione, dove ci troviamo ad essere (e crediamo di essere) il centro della Rete.
Ma quelli che dovrebbero essere strumenti da utilizzare con parsimonia e oculatezza, possono iniziare a ramificarsi in spazi vivibili, sottraendo tempo e cura per le attività della vita reale.
Non si ha ancora la percezione di questa invadenza finché non si fa un ulteriore passo avanti e si sfidano le nostre capacità di resistenza, ritornando a una consapevole e attiva scelta di interruzione temporanea dagli stimoli e dal bombardamento dei social network. La Rete è il luogo della condivisione e dell’informazione collaborativa, una grande opportunità che ci facilita la vita e ci fa evolvere. Ma la Rete è anche luogo di saturazione informativa, eccesso di elementi e stimoli, non tutti necessari, che vanno in qualche modo filtrati e selezionati.
Ci vuole un equilibrio nel ripartire il nostro tempo nella rete: un tempo per informarsi e vivere negli spazi sociali, e un tempo per dedicarci appieno alla nostra Real Life.
Arrivare a queste consapevolezze è l’inizio di un percorso di riflessione che può trarre giovamento dalle dinamiche virtuali: così come abbiamo immesso i nostri pensieri nella deriva condivisa delle Rete, adesso la Rete ritorna come modello di interazione tra noi e le nostre idee. In questo modo si riscopre il valore della riflessione personale che progredisce al di fuori della Rete, ma che ne ha acquisito le dinamiche.
Ecco il salto da fare per un ritrovato benessere: uscire saltuariamente dalla Rete, per ritornarvi con nuove consapevolezze. Recuperare piccole abitudini, distendere la vita su altri ritmi, dove frazioni di tempo scorrono più lentamente nel momento in cui si interrompe il flusso generato dalla Rete e si vince la tentazione dello sguardo sui SN.
Dal centro della Rete al centro di sè stessi. Rieducarsi all’ascolto del proprio Io interiore diventa quindi una nuova sfida, una lenta riflessione per arrivare a dire: “Il centro sono io, libero di navigare, ma in grado di staccare in qualsiasi momento per ritrovare il mio baricentro personale”.
Lavinia Pucci è autrice del blog Dimore Metafisiche. La trovate su Twitter @LaviniaPucci




